“Un bambino felice sarà un adulto maturo” G. Bollea

L’Associazione GeA Genitori Ancora partecipa ai tavoli di discussione sulle proposte di riforma

L’Associazione GeA Genitori Ancora ha partecipato al dibattito in corso sulle proposte di riforma relative alle modalità di separazione e affidamento dei figli con suoi rappresentanti.

La dott.ssa Cecilia Fraccaroli, mediatrice familiare e didatta dell’Associazione GeA oltre che Socio Professionista di MEDEFitalia, ha rappresentato la nostra associazione ad una serie di incontri organizzati tra ottobre e novembre dal Corriere della Sera sulle proposte di riforma. In particolare martedì 30 ottobre al tavolo dei relatori la dott.ssa Fraccaroli ha approfondito i temi della mediazione familiare e dei punti critici contenuti nei vari disegni di legge rispetto a tale approccio: obbligatorietà, tempi paritetici imposti, riservatezza del mediatore minata dal non chiaro rapporto con il giudice.

Da questi incontri sono nati alcuni articoli riportati a pagina 28 e 29 del Corriere della Sera del 9 novembre.

In questi articoli si analizzano vari punti critici soprattutto del DDL 735 “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bi genitorialità”. Ve ne proponiamo delle sintesi

BAMBINI   DIVISI A META’  – Proteste in 60 città contro il decreto legge Pillon
Sintesi
A fronte delle numerose proteste portate avanti sia da operatori professionali che figure politiche, non ultimo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il governo sta pensando di modificare il DDL 735 ampiamente pubblicizzato dal Sen. Pillon suo primo firmatario. Al termine delle audizioni (120 in programma) si valuteranno i cambiamenti da apporre che si presume saranno significativi anche a fronte delle manifestazioni di protesta previste in oltre 60 città italiane.

Due case e stessi tempi  con mamma e papà   I limiti dell’altalena
Sintesi
La previsione di suddividere in modo paritario i tempi di gestione dei figli porta con sé notevoli problemi pratici soprattutto legati al doppio domicilio (gestione alternata delle responsabilità genitoriale, gestione delle informazioni da parte della scuola e delle emergenze), a fronte di vantaggi tutti da dimostrare.

Assegno cancellato: le spese si dividono   Il nodo delle disparità
Sintesi
Viene proposto il mantenimento diretto da parte di ogni genitore, senza possibilità di compensazione tra i due genitori in quanto i figli vivrebbero per metà tempo con ognuno. Questo aspetto può diventare critico per il figlio: se uno dei due si oppone al mantenimento dopo un certa età (es adolescenza) oltre a esserci potenzialmente grande disparità di gestione dei figli in caso di capacità economiche diverse tra i genitori.

Genitori obbligati  a mediare per legge  E in caso di violenza?
Sintesi
La mediazione come condizione di procedibilità (non consente all’iter legale di procedere se non espletata) è in antitesi con il mandato che la mediazione ha avuto sin dalla sua nascita: accompagnare i genitori a responsabilizzarsi nel loro ruolo, recuperando il dialogo tra loro. In casi di violenza domestica poi non è possibile fare mediazione, come spiega Francesca Garbarino del Cipm, il Centro per la promozione della mediazione.

Il minore in comunità  se si rifiuta di vedere  uno dei due ex coniugi
Sintesi
Uno dei punti più controversi è legato alle situazioni in cui un minore si rifiuta di frequentare uno dei genitori. In questi casi il DDL 735 rispolvera il concetto di “alienazione genitoriale”, criticato aspramente da tutta la comunità scientifica, e propone l’inserimento del minore in strutture specializzate senza tener conto della sua volontà. Su questo punto gli operatori sottolineano il forte rischi di sottovalutazione dei rischi reali per il minore.

Già oggi in 8 casi su 10 gli affidi sono condivisi   (senza parità nella cura)

I magistrati: pochissimi padri chiedono di tenere i figli
Sintesi
Ripercorrendo i dati sugli affidamenti, si evidenzia che nell’89% dei casi sono già condivisi ma per i promotori del DDL 735 non sono dati reali. Infatti, affermano, i fili sono quasi sempre collocati presso le madri. Questo però dipende da molti fattori, non ultimo, come ha precisato Anna Cattaneo, presidente della Sezione famiglia del Tribunale di Milano, le scarsissime richieste da parte dei padri di collocamento presso di loro. Inoltre, come spiega Cecilia Fraccaroli mediatrice familiare e didatta dell’Associazione GeA Genitori Ancora, «Abbiamo visto che quando i padri chiedono di tenere i figli spesso dietro c’è una motivazione economica». Secondo Giovanna Fava, del Forum delle donne giuriste, per gestire meglio queste situazioni si dovrebbe superare il problema che le udienze di separazione e divorzio durano troppo poco e non affrontano le esigenze delle situazioni concrete.

La rabbia non cancelli il bene dei piccoli  di Matteo Zappa –  Responsabile area famiglia Caritas
Sintesi
Nelle discussioni su come modificare la gestione dei figli nelle separazioni, non si perda di vista la necessità di accogliere quella “silenziosa sofferenza di una quotidianità che molte donne e uomini sono chiamati a reinventare”, nella quale i figli spesso diventano oggetti da contendere più che da proteggere. Solo lo sguardo attento sui figli e le loro esigenze può aiutare i genitori a gestire la rabbia e a non perdere il loro ruolo.

La dott.ssa Fraccaroli ha inoltre rappresentato l’Associazione GeA Genitori Ancora a un incontro pubblico organizzato sabato 10 novembre in Piazza della Scala a Milano, sempre in relazione al DDL 735 “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bi genitorialità” che vede come primo firmatario il Sen. Pillon.

Di seguito trovate il link al video dell’intervento della collega Fraccaroli

video-10-nov-2018



Comments are closed.