Il più grande problema della comunicazione è che non ascoltiamo per comprendere ma per controbattere.

Comunicato Stampa Associazione GeA

A margine della puntata di Presa diretta andata in onda il 28 gennaio 2019 con il titolo “Dio, Patria, Famiglia”, ci congratuliamo con gli autori per l’attenzione data a un tema di grande importanza qual è quello dei conflitti familiari, ma desideriamo fare alcune precisazioni riguardanti la Mediazione Familiare che l’Associazione GeA Genitori Ancòra studia, diffonde e pratica, prima in Italia, dagli anni Ottanta del secolo scorso.

Queste precisazioni sono necessarie perché, di certo involontariamente, il tema della mediazione familiare è stato presentato come una “novità” della proposta Pillon, quando invece la novità è la richiesta della obbligatorietà della mediazione familiare, richiesta che vede la nostra Associazione del tutto contraria.

Riassumiamo le posizioni dell’Associazione GeA Genitori Ancòra su questo e altri temi toccati nella trasmissione, posizioni già espresse fin dalla prima comparsa del testo del “ddl Pillon”.

  1. L’Associazione GeA Genitori Ancòra è nata nel 1987 per la protezione dell’infanzia e dell’adolescenza dalle guerre familiari. Lavoriamo con gli adulti (i genitori) ma, sempre e comunque, partendo dai bisogni e dai diritti dei figli. No ad ogni riforma della famiglia che non si basi su questo principio.
  2. La Mediazione Familiare è lo strumento che noi usiamo per applicare il principio del punto 1. ma il lavoro con i genitori non prescinde (lo sappiamo per esperienza ultratrentennale) dalle relazioni familiari e sociali che caratterizzano la vita loro e dei figli, dalle condizioni materiali e morali di vita. No alla riduzione della Mediazione Familiare a semplice tecnica. La Mediazione Familiare che noi pratichiamo tende a trasformare le relazioni tra padre e madre gettando le basi di una reale e duratura co-genitorialità.
  3. La Mediazione Familiare mira a responsabilizzare i genitori e ad evidenziare i vantaggi di rimanere protagonisti insieme della loro separazione. In mediazione lavorano soltanto il mediatore e i genitori. Questi ultimi dovrebbero essere assistititi da avvocati che però non sono presenti nella stanza di mediazione. Sappiamo che i genitori possono subire l’influenza delle famiglie d’origine, di nuovi partner e di tante altre fonti di informazione, ma in mediazione si prendono in prima persona la responsabilità delle loro decisioni. La co-genitorialità, che è un principio di fondo che deve essere sancito per legge, nella pratica quotidiana è il frutto di un lavoro faticoso di padre e madre che può essere facilitato anche all’interno della stanza di mediazione familiare.
  4. La suddivisione al 50% della presenza dei genitori con i figli trasforma bambini e ragazzi in “cose” che possono essere spartite tra i contendenti. I figli sono persone e come tali vanno trattati senza caricarli di alcuna responsabilità decisionale che appartiene agli adulti.
  5. Non c’è pace nella famiglia e in qualunque altro luogo se non c’è giustizia. Nella famiglia i soggetti più deboli per età, sesso, condizioni fisiche ed economiche vanno sostenuti e protetti. No a soluzioni che non tutelano la salute e la dignità di minori e genitori.
  6. La Mediazione Familiare è volontaria sempre. Una buona informazione sulla mediazione familiare è consigliabile sempre. No ad un percorso di Mediazione Familiare obbligatorio.
  7. La Mediazione Familiare è riservata e del tutto indipendente dal sistema giudiziario con cui non è in contrapposizione perché l’intervento del Tribunale sull’avvenire di una famiglia deve rimanere l’ultima spiaggia qualora i genitori non riescano a concordare un progetto di vita pacifico da separati. No a qualunque confusione tra Mediazione Familiare e sistema giudiziario.
  8. Il Mediatore Familiare deve essere ben formato e competente e offrire garanzie di preparazione adeguata. No a mediatori familiari nominati sul campo senza una qualificata formazione ben documentata.
  9. Tutti i figli coinvolti nelle guerre familiari soffrono fisicamente e psicologicamente per le battaglie tra genitori e possono essere da questi strumentalizzati. Trasformare un fenomeno da sempre esistente in sindrome psichiatrica non è vantaggioso né per i figli né per i genitori e alimenta la conflittualità. No all’utilizzazione della c.d. sindrome di alienazione parentale, scientificamente infondata e pericolosa per i figli e per gli stessi genitori.
  10. L’Associazione GeA Genitori Ancòra è aconfessionale e apartitica. Le guerre familiari sono un problema non solo per gli interessati ma per l’intera collettività e dovrebbe vedere uniti tutti nella ricerca di forme condivise di pacificazione delle relazioni familiari.  Quando si propongono leggi di riforma del diritto di famiglia occorre che prima si ascoltino la comunità scientifica, le Associazioni, il volontariato, i mediatori familiari più esperti. No agli interessi di parte, ai pregiudizi ideologici e alla strumentalizzazione politica e mediatica.

Associazione GeA Genitori Ancòra

MEDEFitalia – Mediatori della famiglia

Milano, 29 gennaio 2019



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